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A.O. : Cercasi artista che faccia a pezzi la modernità. Djokovic favorito, ma il dominio è d’incertezza. Djokovic cerca il 22 nel 23. Nadal il 23 nel 23. La risultante potrebbe essere 23-22=1 . La prima volta di un terzo incomodo.

Lunedì 16 gennaio 2023, con fuso orario di 10 ore rispetto all’Italia, inizia la bagarre. Ci saranno sorprese? Si spera. Da qui tifiamo qualche artista che sappia azzuffarsi con la modernità. Quella che provoca infortuni e patimenti.

Apparentemente potrebbe essere ancora Djokovic ad alzare il trofeo. Il goat dei cervelli, a livello mentale, è ancora al top e sopra la media del circuito. Riuscire a risorgere dopo il massacro mediatico patito, è miracoloso. Il problema per il Serbo potrebbe essere più dal lato usura-infortuni. Potrebbero esserci delle sorprese qui a Melbourne. E’ micidiale quello che ha fatto Djokovic, ma ora le condizioni sono dure. Vediamo.

Tutto quello che arriva oltre la resistenza dei 20 Slam è un regalo ultraterreno. Non v’è dubbio. Djokovic è in contatto con qualche divinità ultraterrena. Da li, arriva uno stimolo ad andare avanti.  Lo spicchio di tabellone di Djokovic è il terzo (tds 4). Djokovic potrebbe collidere con Busta o De Minaur negli ottavi per poi avere uno fra Rublev (Thiem – meno probabile   ), Kyrgios o Rune nei quarti. Kyrgios è un mistero come tutti gli artisti. Ma se sta bene fisicamente può arrivare anche ai quarti. Con agio. Pensavo a Fognini, altro artista. Pensate Fognini col servizio di Kyrgios. Cosa sarebbe stato. 😊.

Kyrgios e, dall’alto lato della strada, i demoni a bada. A volte ritornano. L’incubo di un fisico di cristallo e l’eterna lotta interna tra il bene e il male. Il pensiero creativo e il tennis più percentuale vs un misto di masochismo folle. Ai quarti, forza Nick. Se devo pensare a due che dovrebbero vincere qui penso a Kyrgios e Tsitsipas.

Possibile , ma non probabile, un terzo turno tra  Musetti e Sinner. Poi tutto colliderà, forse, su Tsistipas (ah, la triade familiare e altre storie).

Possibile un secondo turno tra Fognini (? , non sicurissimo con Kokka) e Berrettini. Con un italiano quasi sicuro al terzo. Per Nadal percorso più duro. Possibile un Tiafoe negli ottavi e un Medvedev nei quarti. Durissima, per Nadal. Nadal ha già avuto la sua dose di fortuna (meritata – ci ha sempre creduto) nel 2022. Non credo si possa considerare favorito dal terzo turno in avanti. Poi, le risorse ci sono. Ma ha fatto un miracolo nel 2022 tirando a casa 2 G.S: Nessuno ci credeva. Lui sì. Altri miracoli risultano difficili.

Occhio a Fritz nel quarto spicchio di tabellone: qualche fastidio può crearlo a chiunque, se gioca sciolto senza patemi.

Manca Alcaraz!

In un articolo del 9 Maggio 2022 dal titolo “Alcaraz, un pugno in faccia alla vecchia generazione. Con tanto affetto!”

Si era scritto “E’ sempre avanti un decimo nel timing rispetto alla massa. Lo pensi a destra mentre hai occhi sulla palla, ma te lo trovi a rete o a sinistra. La bilocazione tridimensionale di Alcarezza, è il nuovo sistema. L’evoluzione degli allenamenti, quasi contro natura. Attenzione (però) che poi la natura si può rivoltare.” E ancora:” Correndo come cavalli, con velocità che sono qualche km sopra a quelle dei Federer- Nadal questi giocatori sono sottoposti ad un rischio maggiore di infortuni (ma il clan ha pensato anche a questo! Con esercizi mirati per addolcirli 😊). Quindi, ripeto, prima di far previsioni sugli Slam (20) di Alcaraz, andiamoci piano. Vincerà  tantissimo di certo (anche tantissimi Slam), ma tante variabili entrano in campo per ripercorrere una carriera come quella dei 3 fenomeni.”

“Dovranno tarare la programmazione in modo da non sollecitare le giunture e i legamenti. Tirano molto più forte di Federer e Nadal. Il gioco è a copertura totale del campo con sassate continue sulle righe. Il Gioco richiede condizioni psicofisiche mantenute nel tempo, fuori dalla portata di persone normali. Anche se è un tennis che non mi piace quello a copertura totale e violenza permanente, gli auguro di avere una buona carriera. In generale, da anni, non sono felice della direzione che sta prendendo il tennis. Troppo pesante perché i fisici possano reggere sul lungo negli anni. E troppo fisico, con pochi tecnicismi.”

Purtroppo  Alcaraz si è infortunato al Paris Masters di Parigi Bercy e ancora durante gli allenamenti in Spagna a Dicembre. In preparazione invernale. Dovranno cambiare qualcosa nel tipo di strategia e nella massa corporea. Va così.

Su Alcaraz avevo previsto anche la vittoria agli Us Open, in anticipo come età, sul gigante Pietrino Sampras.

Già che ci siamo e si parla di Pietrino, il genio, posto qui una roba vecchia di mesi. Lasciata li a decantare. Giusto per farsi due riflessioni su presunti goat inesistenti.

Federer ha vinto 20 Slam usando il rovescio a una mano. I due (Nadal e Djokovic) lo hanno superato giocando il rovescio a 2 mani e stando in un dominio di regolarità sia fuori che dentro il campo. E’ chiaro – a chi guarda tennis da una vita – che il gesto di Federer, oltre a essere più bello esteticamente e anche molto più difficile da giocare (posto per esempio di fronte alla potenza di Nadal nel reggere il suo dritto con impugno semi-western a 4900 giri minuto; Nadal, che ha un rovescio molto più compatto- regolare – forgiato su allenamenti intensivi – gli ha permesso maggior regolarità e meno gratuiti negli slam vinti). Con quel rovescio monomanuale diventano ingestibili certe traiettorie lift e certi servizi con tagli diversi (quindi vincere 140 partite negli Slam diventa una cosa fuori dalla norma – così come vincerne 14 per Sampras). In corso d’opera Federer ha modificato la sua posizione giocando avanzato e in controbalzo con quel colpo. Tutto da dna. Nel 2017 ha battuto Nadal agli AO facendo un passo avanti e giocando in controbalzo sulla diagonale a 4900 giri di Nadal, come da consiglio di Ljubo.

Nasce una disputa su chi sia il più grande di tutti i tempi, che non esiste.

Vincere 20 Slam giocando con una mano sola il rovescio vale – sicuramente – qualcosa in più in termini di difficoltà tecnica e di valore dello Slam vinto. Lo capisce abbastanza agevolmente uno che segue il tennis da vicino.

Federer ha vinto 20 Slam, percorrendo una distanza chilometrica minore rispetto agli altri due contendenti.

La somma dei chilometri totali nelle 140 partite disputate per vincere 20 Slam, è sostanzialmente inferiore a quella degli altri due. E’ un dato importante, questo.

Lo Svizzero, propone un tennis tecnico, fatto di 100 sfaccettature, con un buon atletismo, che però non sfocia in disordini ossessivi compulsivi e regimi – diete fuori controllo, allenamenti maniacali, per disinnescare attraverso muri di gomma la tecnica e la bellezza. L’uniformità delle superfici nel tempo, poi,  ha fatto il resto del disastro che registriamo oggi. Mi duole dire questo, e quando parlo di continuità-regolarità noiosa lo dico correlato al fatto che si gioca su campi uniformati. Certi stratagemmi o colpi non riescono più, così come certe dinamiche o schemi tattici non sono più proponibili.

Insomma l’uniformità graduale delle superfici ha avantaggiato chi gioca sulla regolarità, non certo chi gioca piatto e coi rovesci a una mano. Nei 100 ormai che giocano a una mano sono meno di 20, circa.  Ecco perché dico che di Federer non ne vedremo più. Di Federer che vincono tanto a livello di due bimani come Djoko e Nadal.

Le nuove superfici favoriscono chi gioca in sicurezza entrambi i colpi dando un po’ di spin e corre molto e resite sulla lunga distanza delle 4/5 ore. Federer ha record negativi al quinto rispetto ai due citati. Arriva anche meno lucido. Perché ha sempre avuto un certo tipo di tennis che gli ha permesso di vivere arrivandoci poco al quinto. Solo con l’avvento del tennis a zero errori e ad atletismo 100 ha dovuto rivedere alcuni aspetti anche lui. Ma era già cambiata epoca. Non erano più i suoi abiti. Non c’era più il timing giusto. Il tennis immaginifico non bastava più. Sull’istinto prevaleva la forza brutale delle maratone e degli spin ingestibili. In realtà Federer ha retto già abbastanza in epoca che non era più vestibile.

Se ci fosse un tennista o più tennisti che giocano come Federer arrivando in fondo ai grossi tornei – cosa non più possibile oggi – andrebbe bene anche la regolarità di questi ultimi. Regolarita-continuità e talento (inteso come capacità di mantenere alta l’intensità del gioco, anche giocando tennis difficile, con rovesci a una mano e dritti – servizi spesso giocati anche piatti in controllo). Così diventa una gara su altri piani. E’ abbastanza semplice.

Poi il goat è naturalmente soggettivo, nel senso che per ognuno è diverso e non è legato alla continuità. Per me, ad esempio Sampras che vince i suoi 7 Wimbledon, per come giocava sull’erba, può essere definito il Goat tecnico da erba. Sampras , dopo il cambio di semina a Wimbledon, li avrebbe mandati tutti a stendere, perché gli andavano a inficiare il timing, i rimbalzi e tutta la sua dinamica fatta apposta per far divertire la gente su quei campi. Era nato per giocare bene li. E li sopra, faceva sognare gli esteti. La seconda di Sampras, il suo lancio di palla, la pronazione, lo stacco dei piedi da terra nel servizio erano perfetti per giocare li sopra. Le mezze volate anche in controtempo e tutto l’armamentario usato a rete era tutta roba nettamente superiore al resto del circuito. Diciamo che Sampras copriva la rete meglio di qualsiasi altro giocatore che abbiamo visto. Persino di Edberg, che era attaccante completo a pressione continua. Usava Serve & Volley e Chip and Charge con una continuità che richiedeva concentrazione maniacale, lo svedese. A rete, nel coprire la rete, nel capire dove la palla “passante” finiva, era ancora più forte Sampras. Che aveva un fisico più elastico e potente, rispetto allo svedese.

Il tennis, in tv, dovrebbe essere una questione sulla quale discutere dal punto di vista soprattutto tecnico.

Dopodiché, gli altri due, Nadal e Djokovic, si sono maniacalmente migliorati per andare contro anche allo Svizzero, che vinceva troppo senza far fatica, e per andare oltre (anche agli infortuni – lo vediamo oggi). Quindi hanno attivato il tasto profondità nel caso di Djokovic (che ha anche migliorato il servizio con Goran – guardate la classe di Federer e Sampras e la naturalezza del gesto – la poca concentrazione richiesta -, la posizione in partenza, la scioltezza dello stacco da terra e l’impatto e guardate i tic degli altri due nel prepararsi al servizio: le perdite di tempo oltre i 25 secondi, i 250000 rimbalzi della pallina a terra e vi renderete conto di quanta poca naturalezza ci sia nei gesti)e hanno capito che dovevano venire a rete più spesso nel caso di Nadal e imparare a giocare le volée e il servizio (cosa che per il terzo venivano da dna). Tutto è stato fatto con precisione maniacale, ma risultato poco naturale. Hanno ottenuto quello che volevano. Sfondare le soglie Slam e con l’aiuto dell’uniformità delle superfici, sono diventati i più vincenti di sempre. Ma i loro cambiamenti a livello tecnico – si vede ad occhio nudo – , sono molto forzati. Mentre Federer e Sampras, hanno dovuto cambiare qualcosa nella posizione in campo, e il resto veniva secondo dna tennistico, naturalmente, gli altri due, con applicazione maniacale, hanno attaccato tutti i record. Ma senza quella naturalezza che piace a chi guarda il gesto tecnico. Questo è evidente. Bravi, nessuno li critica, la componente di sacrificio e volontà è contemplata in questo sport, e quindi ci sta che ora sfondino tutti i record. E’ meritato quello che stanno facendo. Un po’ favorito dal cambio di superfici, ripeto, e dall’avvento di una dinamica sociale differente. Se a 36 anni non ci sono giovani che li impensieriscono questo momento storico di trapasso, è molto triste. Il cambiamento è avvenuto e ha favorito i super-atleti che non lasciano nulla al caso.

Dopodiché, in qualche Slam, c’è stata la complicità di Federer, che proprio perché gli è stato donato da dna il tennis con tutte le sue possibili varianti, era un po’ “deboluccio” di testa. Sembra un paradosso questo – visti i 20 Slam vinti –, ma ha un tipo di carattere un po’ supponente, dove il pensiero “io sono superiore e nessuno mi può opporre resistenza”, c’è, quindi, in alcuni casi ha rinunciato alla lotta, quasi a dire “come ti permetti di opporre resistenza”. C’è, a livello di carattere, questa storia qui. Ed è un difetto che gli ha portato qualche rogna durante la carriera. L’atteggiamento, è quello di un bimbo a cui portano via il giocattolo. Questo, per correttezza bisogna dirlo.

Il fatto che ognuno di questi 3 abbia spinto gli altri a migliorarsi, fa si che possano considerarsi 3 leggende del tennis. Uno più talentuoso ha meno bisogno di limare alcuni aspetti del suo tennis ma avrebbe dovuto agire di più su alcuni aspetti narcisistici e mettere in discussione alcune cose, gli altri due più applicati anche fuori dal campo, hanno dato altri spunti agli addetti ai lavori. Con il lavoro maniacale e il sacrificio, portando il fisico oltre la soglia del sopportabile, si può disinnescare anche il più completo di tutti i tempi a livello tecnico, andando oltre la possibilità umana. Federer non si è mai posto il problema di migliorare la resistenza fisica oltre certi limiti, cambiare in modo maniacale i suoi regimi alimentari. Federer era Federer, con la supponenza di dire che andava bene così, perché si vedeva a occhio nudo che la tecnica gli era stata donata da divinità ultraterrene. Non si è quasi mai posto il problema. Era naturale che venisse superato dagli altri due quanto a numeri. Federer si allenava anche lui molto bene con uno staff di tutto rispetto e facendo le cose bene, ma l’aspetto maniacale e il super allenamento non c’è mai stato. Il cambiare alcune questioni tecniche in fase di training non era contemplato. Molte cose le vedeva in campo essendo nato per giocare. Rimane nell’immaginario degli intenditori di questo sport, il più grande talento tecnico, quando si accosta il tutto alla parola Tennis. Va così.

Osservazione:

Nell’ultimo Wimbledon, è passato inosservato come episodio poco importante, il gesto di Nadal che a 36 anni, in questa ultima fase di carriera, ha rimproverato Sonego. E’ un gesto che poteva evitare. Passa che li c’è qualcuno, che va un po’ oltre, pur di vincere e competere. Non è da sottovalutare questa cosa. Perché ha interrotto il gioco, il ritmo di Sonego.  E’ una caduta di stile che tra gli amici anche tifosi di Nadal (gente pensante) si è evidenziata. E conferma il fatto che il tennista in questione è disposto a tutto pur di eternare la  sua carriera attraverso record e numeri. L’osservazione di Sonego che ‘nemmeno nei terza’ si vedono queste cose, è corretta. Nadal, purtroppo, non si è reso conto; era immerso nell’agonismo profondo. Va così.

Penultima considerazione: Federer è un goat tecnico che durante la carriera ha variato la tattica in corso d’opera sulla posizione più avanzata nel colpire il rovescio, Nadal E Djokovic hanno dovuto rivedere i colpi,  imparare nuove varianti e cambiare la posizione in campo. Venire a rete e lavorare molto su servizio e volée nel caso di Nadal. Cose che Federer si portava dalla scuola.

Ultima considerazione: penso che il Goat dei Cervelli, Djokovic, possa a livello Slam, battere o eguagliare il record di Nadal. In questi due anni. Non è detto e non è facile superarlo, ma è possibile.

Ecco sotto il possibile terzo turno a Melbourne Park.

[1] R. Nadal vs [31] Y. Nishioka (Munar)
[18] K. Khachanov vs [16] F. Tiafoe
[10] H. Hurkacz vs [20] D. Shapovolov
[29] S. Korda vs [7] D. Medvedev
[3] S. Tsitsipas vs [32] B. Van de Zandschulp o (Griekspoor)
[17] L. Musetti vs [15] J. Sinner
[11] C. Norrie vs [21] B. Coric vs
[29] F. Cerundolo vs [6] F. Auger Aliassime
[5] A. Rublev vs [25] D. Evans (Chardy)
[19] N. Kyrgios vs [9] H. Rune
[14] P. Carreno Busta vs [22] A. de Minaur
[27] G. Dimitrov  o A. (Karatsev) vs [4] N. Djokovic
[8] T. Fritz vs [26] G. Kecmanovic
[23] D. Schwartzman vs [12] A. Zverev o (Goffin)
[13] M. Berrettini vs [23] R. Bautista Agut
[30] A. Davidovich Fokina o (Bublik) vs [2] C. Ruud

 

Postato il 13/1/23 alle ore 15,30

Buon divertimento e buon tennis a tutti.  E buon anno.

Piacentini Gianluca.

 

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