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Bill G.a.t.e.s, la probabilità easy, gli insulti gratuiti e la polarizzazione sul nulla cosmico.

Oggi, posto qui, una letterina che un ex compagno delle scuole superiori, poi normalista a Pisa, scappato a biscia all’estero, ha mandato al corrierino setoso tempo fa. La metto perché mi ha fatto sorridere il richiamo a Billy Cancelli, essendo questa, materia di studi universitari terminati in passato.

Ah: complimenti a Sinner, Sonego, Arnaldi, Musetti, Berrettini, Bolelli, Volandri per la vittoria in coppa Davis! Senza dimenticare il mito Fognini che ha dato tutto per la squadra. E ha minato Battistino nella finale di Valencia. Vincere la coppa annullando 3 match point consecutivi al Goat dei Cervelli, ha ancora più Pathos! Bravi tutti! I paragoni con la Davis del passato contano poco, era altra cosa diversa ed era altro sport. Come formula, più bella allora, ma sono cose scontate. Oggi comandano altre questioni. Ma non è il tema di questo pezzo. Quindi, auguri per un 2024 ancora più ricco di soddisfazioni. E magari qualche mille e uno Slam.

Ecco, la letterina:

“Il tweet di Bill Gates, le zanzare e gli squali.

Caro BSev, Tex e Italians, alcuni giorni fa Bill Gates ha pubblicato il tweet nella foto per sensibilizzare i suoi follower sul problema ancora terribilmente attuale della malaria e su una possibile soluzione per debellarla definitivamente. Purtroppo nel promuovere una buona causa, il fondatore di Microsoft prende anche una solenne cantonata. Bill Gates sembra infatti concludere che siccome le zanzare causano più morti in un giorno di quante ne causino gli squali in un anno sarebbe preferibile trovarsi di fronte ad uno squalo piuttosto che ad una zanzara. Tale ragionamento, apparentemente logico e convincente, è però una classica fallacia in cui si incappa se non si conosce il Teorema di Bayes (la cui origine, dovuta ad una disputa teologica, è già di per sé affascinante). L’errore del ragionamento consiste nel confrontare due osservazioni a posteriori (il numero di decessi causati da squali e zanzare) deducendo la probabilità che un evento causi l’effetto osservato (che incontrare uno squalo sia meno pericoloso che incontrare una zanzara) senza considerare la probabilità del verificarsi dell’evento stesso (quante persone incontrano squali anziché zanzare): il fatto che miliardi di persone incontrino quotidianamente zanzare mentre gli incontri con gli squali siano piuttosto rari fa sì che la morte per una puntura di zanzara sia più frequente di quella per l’attacco di uno squalo, nonostante l’incontro con uno squalo sia quasi sempre fatale mentre una puntura di zanzara sia per la gran parte delle persone solo un fastidio più che altro. Che una delle persone più intelligenti e più informate del pianeta possa cadere in questo errore mi ha fatto ricordare la lettera dello studente di Liceo Linguistico che lamentava l’eccessivo numero di ore di matematica. La statistica è il linguaggio con cui si affrontano tutti i grandi fenomeni odierni, dall’economia al climate change. Senza comprenderla, il rischio è di fare scelte “ragionevoli” ma fondamentalmente sbagliate””. Aggiungerei anche il covid e le guerre, al climate change e all’economia (per capire la letterina bisogna leggere il tweet di G. nella foto del pezzo).

L’ultima parte della lettera dove si rischia di fare scelte “ ragionevoli” ma fondamentalmente sbagliate serve un po’ per spiegare la situazione che alcuni hanno preso male su Sinner (quelli che sostengono con insulti sproporzionati al piombo e senza possibilità di replica la posizione di Sinner vincente con Rune). Quelli che insultano con maleducazione e fanno le classifiche su chi dovrebbe scrivere e chi no di tennis dovrebbero pensarci su prima (follia, ma siamo abituati); abituati alla polarizzazione sociale, su cui vivono, dovrebbero calmarsi e pensare che non ci sono solo loro nell’Universo. Tutte le persone che per un motivo o per un altro insultano e usano termini sproporzionati rispetto all’argomento (che non è una guerra con dei morti, ma un gioco) devono guardarsi dentro cercando l’alba dentro l’appassire, di default, perché creano ulteriore caos. Sono tecniche studiate, roba che avalla bene l’imperialista sorvegliante owner di piattaforme terze. Quando si sentono attaccati nel loro impianto egotico fuori controllo, il sangue sale alla testa riempiendo la vena frontale e iniziano ad insultare, e la logica va a farsi benedire.  E’ caratteriale, lo capisco, quindi non si controlla. Ma, diventa un dibattito insensato. Spesso vittime della proiezione psicologica, rispetto a quelli che loro criticano aspramente. Fanno confusione cercando appigli e sviando il discorso dal tema centrale inferenziale, non volendo vedere che in quel contesto cambiato, la probabilità di vittoria per Sinner aumenta (fa nulla se poi perde comunque – mah, non credo -, perché sa di aver intrapreso una strada che evita poi ansie inutili o problemi non gestibili solo col tennis giocato – e oltretutto se, per dire, dovesse incontrare Rune in finale, per la seconda volta, la pressione psicologica virerebbe sul danese, perché sarebbe lui  a dover vincere 2 volte con lo stesso giocatore arrivando da una posizione indecifrabile. Ma Rune non è Djokovic; non è il cecchino della domenica). Perciò la questione del Masters si riassume in uno spazio di probabilità, dove la probabilità di buon esito finale cresce di un po’ se Djokovic non è più in corsa (non facciamo conti, a chi ha nozioni minime elementari, basta questo – e la quota della finale che nonostante Sinner avesse battuto nel R.R. Djokovic, risulta a favore del Serbo e di molto). Questa è teoria delle probabilità easy. Se una volta su 50 durante l’anno c’è una formula “aperta” , in un torneo, la si può sfruttare senza passare da “antisportivi” (La formula! Lei è antisportiva, se non scorporata dai giocatori, rimette in gioco chi ha già perso – folle). Prendere come esempio Becker o altri del passato che han giocato al Masters, non serve. Il professionista oggi più di ieri dovrebbe massimizzare la probabilità a suo favore. Becker sbagliava, infatti; e, a livello di gioco, non è che fosse sempre centrato nelle scelte. Si intestardiva fino a colare a picco alle volte. Quindi, bisogna prendere spunto da quello, per intraprendere strade diverse. Sempre diverse. Abbiamo avuto ennesimo esempio di una finale brutta e non giocata. Che ha rovinato il torneo. Torneo che, per gli appassionati a Torino, sarebbe stato molto meglio, con un Sinner più vicino alla vittoria, rispetto a quello che si è visto. Tanti amici mi hanno confermato che Sinner era “bollito”, in una finale scontata. Proprio perché il dominio psicologico è diventato prevalente e ha ammantato di stanchezza psichica il povero Jannik. La questione psicologica è prevalente. Nel momento in cui tu lo tieni in corsa diventa una mina più pericolosa di tutte le altre. E’ un ragionamento tranquillo e easy, che va preso in considerazione senza ricorrere a insulti sterili e puerili.

Buon proseguimento, Piacentini Gianluca.

27-11-23 ore  18,30.

Ps il tweet di Bill Gates è solo divertente e ironico, e col resto del pezzo c’entra solo l’ultima frase. Perché chi legge a volte pecca di “antisportività” e se la prende. Non sia mai. Chi legge faccia più di un passo avanti verso la cooperazione (quella che fa crescere anche le comunità sociali – la ‘politica‘ ‘ta(g)liona ne avrebbe bisogno, avviando una nuova fase Costituente), senza polarizzare sempre tutto. Alla gente del web, alla gente in generale, dico di esprimere la propria opinione senza paura di essere lapidati – anche sulla questione del Masters. Sempre e comunque. E’ il principio cardine della democrazia (a cui preferisco la cooperazione) che non c’è più. Dirige il pensiero unico e comandano le banking hall. Quelle poche rimaste. “Poco prima dell’alba, quando il cielo è più nero, ti leggo nel pensiero”. (cit. D.G.)

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