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Sinner tenta l’impresa: dentro una gestione oculata del tempo che passa.

Eccoci qui. Manca il nome da inserire nell’ultima riga della matrice (quella del pezzo precedente). Se il vincitore deve essere diverso dagli altri 4 ci sono tre possibilità: De Minaur, Sinner o Alcaraz. Per farla ‘sporca’ a livelli di Gaudio nel 2004 dovrebbe incasellarsi De Minaur con una seconda ipotesi di Sinner e una terza Alcaraz.

Si era detto che tra quelle due righe della matrice – 2004 e 2024 – si sarebbe chiusa un’epoca qui a Parigi. E così è stato. Sia Nadal che Djokovic non erano destinati ad andare avanti in questa vicenda a Parigi. Due miracoli di Djokovic con Musetti e Cerundolo, lo hanno teletrasportato ai quarti. Quarti non disputati a causa di un infortunio al ginocchio. Sul web si sono scatenati commenti surreali sulla possibilità di una strategia di Djokovic che avrebbe simulato per trarre qualche vantaggio contro Ruud. Beh, Djokovic in passato non è mai stato granché simpatico, ma questa volta c’era di mezzo l’età e si era visto già con Musetti che non era al massimo della forma. La conferma è arrivata con un pauroso Cerundolo che avrebbe potuto mettere la parola fine alla lotta, molto prima del quinto set. Con campioni di questo calibro non si intuisce mai a quali tipi di risorse psichiche possano attingere. Ma Djokovic anche solo in semifinale, pareva surreale. Ora si tende a sottostimare la forza di Ruud e quella di Zverev. Si parla già di finale anticipata guardando alla parte bassa dentro al match Alcaraz vs Sinner.

Mi pare prematuro. Starei attento a fare ipotesi. Vediamo che succede.

Intanto la notizia è quella di Sinner numero 1 del mondo. Sinner è sul tetto. Da lunedì 10 giugno il computer e i suoi 4 conti della serva, evidenzieranno sul sito ATP un Sinner in testa. Prima posizione frutto di una scalata che parte da lontano, coi primi Futures ITF nel 2018 e poi la vittoria al Challenger di Bergamo nel 2019. Una scalata progressiva di tigna e grande etica del lavoro e della responsabilità. Tutto scritto per chi sapeva leggere fra le righe dei tabelloni e nelle prime vittorie arrivate senza faticare. In età precoce, adolescenziale. Scritto nel basso profilo della persona, mai stonato nelle dichiarazioni.

Sinner, nei primi 4 turni qui non ha faticato. Ha incontrato 4 giocatori con una media di ranking 76. Poco più di un challenger. Questo succede in virtù della posizione nel ranking che un po’ lo favorisce nel percorso. Ma Sinner è molto forte. Vince di autorità e inizia a convincere anche i più dubbiosi. Pare ordinaria amministrazione la questione. In ottavi ci mette 1 ora per prendere le misure al circense Moutet. E ne rallenta la corrente. Moutet è un poeta estinto. Fa due numeri indigesti a chiunque e poi sparisce. Inizia a bestemmiare e muore nella polvere che lui stesso solleva. Una bizzarria che può andar bene per mezz’ora. Poi andrebbe preso a randellate anche da chi gli sta accanto. Senza esitare. Chi gli sta accanto, chiaramente, è più devastato del giocatore.

Alcaraz ha avuto un tabellone appena più ostico rispetto a Sinner.

Durante tutto il torneo si è visto un Alcaraz conservativo: lo spagnolo non ha tirato a mille per preservare il braccio. Ma cresce di partita in partita. Una sorta di lupara bianca. Un braccione fasciato di tessuto elastico bianco, una lupara.

Dopo gli spari, l’avversario perde identità e orientamento. Alla fine del match non si ritrova più. Si sa da fonti certe che nella notte, Tsitsipas è stato fermato dalla polizia a Saint Denis, per vagabondaggio e allucinazioni. In piena crisi mistica, vittima di deliri nichilistici. Il padre e la madre sono già evasi altrove.

Ma torniamo alla partita. Una partita di cartello. Un match di cartelle pesanti e stordenti.

Sinceramente il Sinner visto fino a qui ha convinto al 75%, ma manca un test più probante. I primi 4 giocatori erano degli sparring partner della sua misura. Calzavano a pennello sulla sua figura. Dimitrov è stato investito da un treno e, quando ha iniziato a giocare, il match era evaporato. Purtroppo, il bulgaro, ha buttato a mare un talento immane. Avrebbe dovuto avere in tasca almeno 2 Major, ma si è perso per strada in vari tratti del cammino. Così è andata.

Sul match Sinner Vs Alcaraz. Alcaraz ha dei passaggi a vuoto durante il match e ti può far entrare. La parte rovescia di Tsitsipas era troppo debole e la predisposizione tattico- tecnico -psichica lascia il tempo che trova. Tsitsipas soffre della sindrome da piedistallo nei confronti di Alcarezza. Non ci può essere match se regali i primi due set in preda a problematiche personali. Se non ti attivi. Se non dai gas alle gambe. Se l’encefalo non risponde.

Quindi Sinner, mandando a mente – più volte al dì – la canzone di  Baglioni “io sono qui”, dovrebbe riuscire ad approfittare di qualche passaggio a vuoto dello spagnolo. “ Io sono qui e vengo dentro a prenderti, da solo sono armato e indemoniato, tu devi arrenderti” e via via via…Può essere una delle tante chiavi tattiche.

A parte gli scherzi, noi dobbiamo pensare a questi due come il ‘futuro’ del tennis da qui ai prossimi 5 anni. 10 forse. Non si sa.

Charlie Bieti El Pozo Carezza sembra avere più tennis, più predisposizione a giocare quando la palla salta ed è più lenta. Deve aver tempo di pensare. Sulla terra ha un leggero vantaggio rispetto a Sinner. Un Sinner che dovrà servire bene e tenere in mano il gioco. La seconda palla è fondamentale. Alle volte “perdere campo” e manovrare più da dietro la linea è fondamentale; ma manca a Sinner. Su terra si deve cedere campo a tratti e giocare anche in difesa- manovra. A tratti, ma non deve diventare un modus operandi. Questa potrebbe essere partita un po’ nervosa, non proprio a viso aperto. Soprattutto all’inizio.

Alcaraz sembra più emotivo. Ha vinto due Slam, ma è stata una cosa inaspettata che è arrivata quasi per puro istinto e poi ha pagato dazio per qualche tempo. Poi gli infortuni: infortuni che derivano per una parte dal modo di giocare con queste frustate improvvise, in secondo luogo c’è una componente psicosomatica e poi il calendario fitto (ma incide meno). Anche Sinner gioca sempre aperto in orizzontale rispetto alla linea base. Arriva in scivolata e rientra continuando a sollecitare le giunture. Se non sostenuto da legamenti-tendini-ossa molto robuste può infortunarsi.

Alcaraz gioca meglio a tennis. E’ evidente. Tutti e due i giocatori tendono a comandare appena possono. Sinner non lo abbiamo ancora testato oltre il terzo set in un match punto a punto, serrato (con tie break). Questa è incognita. Alcaraz potrebbe essere a tratti indigesto. Quando gioca libero ti fa muovere parecchio. L’intensità è alta. Ha momenti in cui è ingiocabile, soprattutto quando serve prime e comanda col dritto. Su terra ha molte più variazioni rispetto a Sinner. E’ tutto più naturale. Sinner dalla sua ha il servizio e i colpi di inizio gioco che spaccano. Prende subito angoli difficili e può risultare letale. E’ un tennis ad alta intensità, ma devi essere al 100% fisicamente per tenerlo in erezione, con Alcaraz, 3 su 5. Le ore e il passare del tempo ci diranno se Sinner può invertire il pronostico dei bookie. Questo è un match dove ciascuno deve dosare le forze sul lungo. Deve essere giocato punto dopo punto, game dopo game, set dopo set. Partire a razzo forse non serve, ma nemmeno essere troppo attendisti. La giusta calibrazione e la giusta motivazione.

E se Dio vuole (cit.). Nulla arriva per caso.

Nella parte alta è tutto molto incerto. Io vedo Ruud e Zverev alla pari. De Minaur un po’ sotto. Ma tutti e tre possono dire qualcosa.

Zverev – Alcaraz sembra la finale più scontata.

Ma bisogna vedere gli scherzi che può fare il Court Philippe Chatrier sulla psiche dei singoli contendenti. Alcuni ancora molto giovani.

Buon proseguimento.

Piacentini Gianluca.

Postato il 5.6.24 alle ore 17,50

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