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Djoko, la testa più forte di sempre. Il Goat dei cervelli.

Djoko ha trionfato! Io sabato avevo pronosticato in 4 o 5 (se si rompeva il microchip).
E lo ha fatto mandando nel baraccone anche Tsitsipas.
Nell’articolo precedente, avevo postato una frase della fisica Randall, che è fondamentale per capire il cambiamento. Saper guardare e come guardare! Djoko si è preso una “vacanza” nella seconda parte del 2020. Sì è rilassato. Ha cercato di ragionare su tattiche e sul fatto di non prendersi più troppo sul serio e, di cercare la via, più nella gestione energetica che nel tennis furioso. Non sempre gli riesce. Vediamo per esempio la sfuriata con Berrettini e qualche altro incidente.
Ma anche lì, ha usato la sfuriata per rompere il ritmo.
Tra qualche anno, tutti si ricorderanno di quanti Slam Djoko avrà in bacheca e magari meno di certi ‘espedienti’ . Non sempre corretti. Questo lo facciamo passare.
Sembra un paradosso, ma la partita contro Tsitsipas è l’esempio lampante di come – dentro di sé – sa che le partite non si vincono nell’euforia e nelle partenze a razzo. Li lascia fare. Li lascia sfogare. Son giovani.
Così, nell’anno 2021, Djokovic ha gestito perfettamente i due set a zero sotto. Con Musetti e con Tistsipas. Più con Tsitsipas.
Dentro la strategia c’è tutto: tranquillità, visione (saper guardare e come), sceneggiate per simulare che la benzina sembra finita. Tutto fa brodo. E ci sta. Compensa l’età con un gran cervello. Lui non spende più di tanto anche nei primi e rischia di perderli. Non vuole svuotare il serbatoio e entrare in set troppo lottati. Li gioca fino in fondo ma l’intensità è calibrata.
Ieri, ha provato a vincere il primo. Quando, dopo 1 ora, è girata a suo sfavore, si è fatto vedere molto sottotono. Fintamente sottotono. Fa parte della strategia, non è scorretto qui. Le partite si vincono anche con i “metodi di simulazione”. Esame che esiste all’Università. Forse ha anche frequentato l’Università negli ultimi mesi del 2020. Sono gli avversari che devono trovare le contromisure.
A 34 anni, non avendo le energie per lottare 5 set (tutti) alla morte (si parla di partite che Djoko ha fatto in passato vicine o anche oltre le 5 ore), cerca di giocare quanto meno dei set veloci. Coi giovani.
E con la strategia di rientrare di colpo riesce (coi giovani) a farsi ‘regalare’ (a loro insaputa) uno o due set.

Il capolavoro lo aveva già fatto con Nadal. E li un po’ di benzina l’aveva consumata. Lì ha tirato fuori il secchiello. Lo ha messo giù.
Per lui i giovani sono ancora ordinaria amministrazione.
Cosa è successo nella testa di Tsitsipas ieri.
Semplice: dopo i due set a 0 e vedendo un Djokovic completamente bollito (ma in simulazione 😊), ha pensato che era quasi finita per davvero e che avrebbe potuto anche rallentare o cambiare strategia con le palle corte. Djoko lì, con molta calma, ha ripreso il filo e ha iniziato un altro match da zero.
Il pensiero di aver già terminato “versus” la visione di un giocatore solidissimo all’improvviso, fa si che per due set esci dal gioco. Ti prende in controtempo, se non sei navigato. Brutale realtà.
Succede che subentra un rilassamento emotivo che può farti perdere 2 set in 50 minuti, senza lotta. Djoko sa che nei giovani è possibile.
Lì, lui guardava già al quinto (probabile già al trofeo). E l’altro perdeva completamente il filo, la tigna, l’applicazione punto a punto. Si pensava che potesse rientrare al quinto. Dice: “ sì ma è giovane e al quinto rientra”. In realtà Djoko, col suo sistema, ha giocato terzo e quarto senza spendere più di tanto (per la cronaca gli ultimi 3 match con una durata media appena sotto le 4 ore. Per arrivare in finale 16 ore e 42 minuti totali; meno di 3 ore a match). Ha vissuto sul fatto che l’altro glieli “ha dati”. In realtà Tsitsipas era già sulla via del tramonto. Si è trovato davanti la parte ‘oscura’ di Djoko.
Capolavoro di Djokovic che sorprenderà ancora in futuro. Probabile sia lui a battere tutti i record. Sul Grande Slam qualche dubbio c’è. E’ comunque possibile, ma difficile. Sul fatto di superare gli Slam di Federer e Nadal, ci sono meno dubbi.
Il ‘nuovo’ Djokovic è il frutto di quei mesi dopo la squalifica. Si è fermato e ha guardato tutto il sistema da fuori. Lo ha guardato sapendo come fare ad osservare i particolari. Ha ridimensionato molti avversari “spedendoli” in un dominio più terreno. E’ il goat dei cervelli. Che sembra un ossimoro. Goat in inglese significa capra!

Io scriverò poco e solo per i 4 Major.
Ci si becca per Wimbledon. Pronostici fino ai quarti e nel secondo articolo dai quarti al vincente.

Piacentini G.

Postato alle ore 12,21 del 14-6-2021.

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