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Parigi val bene una messa. Una salita arrennante verso la gloria, per eternare un sogno.

Parigi è già qui! Il torneo più duro al mondo, ci apre le sue porte in un anno difficile da inquadrare.
Appena dopo la finale di Melbourne, si era scritto: “Commento post match: Complimenti a Nadal. Impresa fuori dal normale per come si era messo il match. A nessuno sarebbe riuscita una rimonta del genere. Impresa titanica e inaspettata. Medvedev rivedibile nel terzo set. Anche lui qualche domanda dovrà porsela. Ma Nadal non ha mai mollato di testa. Campione fuori dal comune.”
Medvedev diede la sensazione di dover fare tutto di fretta, troppo di fretta. Come se ci fosse l’ansia di esistere. Con quei tre la, purtroppo, devi pianificare le tue 4 o 5 ore. E devi farlo con ragione. I giovani mancano un po’ in questo. E’ un po’ come una sorta di ‘economia di magazzino’ e gestione oculata.
Nadal, è sempre lì. Ha addosso gli anni, a Parigi è dato terzo favorito dai bookies, ma sul Philippe Chatrier, dentro la seconda settimana, se sta bene e prende confidenza con il contesto, può essere ancora letale. Nonostante gli anni.
A mio parere è giusto mettere Djokovic primo favorito con dietro Alcarezza. Terzo Nadal. Ma Nadal è puro agonista. E’ nato per mangiare il terriccio, per risalire da inferni all’interno di match finiti, per scivolare sul centrale di Parigi e rimandare parabole fuori geometria. Per sfruttare al massimo gli out laterali del centrale, che a Parigi sono molto larghi. E’ a casa sua. E’ una dannazione per tutti. Arriva male a Parigi nel 2022, però io non lo darei del tutto chiuso. Almeno fino ai quarti.

Il tabellone è ora completo.
Un po’ sbilanciato, ma alla fine vince sempre il più forte. Difficili le sorprese, 3 su 5 su terra.
Certo che, Djokovic e Nadal sono tutti e due intorno ai 35 anni. Sarà dura per Nadal ripetere il miracolo Australiano. Con complice Medvedev.
Djokovic, essendo ‘Goat dei cervelli’, riesce a scrollarsi di dosso qualsiasi situazione negativa. Il mondo contro sulla questione covid, il fermo di qualche mese, non lo hanno toccato più di tanto. Ha incassato 4 bastonate da Alcarezza a Madrid per ripresentarsi a Roma con qualche arma in più. E’ ‘Goat dei Cervelli’ e della tenuta mentale. E’ reazionario verso quelle che lui reputa delle ingiustizie. Mentalmente è una potenza di fuoco. E’ quello che sotto pressione (mediatica – sociale, nel gioco così come nella vita) riesce a preservare la salute mentale. E’ anche un salutista a 360 gradi. Più salutista che No-vax.
Il primi turni, fino al terzo, saranno abbastanza agevoli.
Appena sotto si trova l’americano Jenson Brooksby, che non dovrebbe avere problemi a incrociarsi col serbo al terzo turno. Altro giocatore che si applica bene. Quando serve ha l’espressione di una vertigine. Un po’ maniacale a tratti. Demoniaco. Un sacramento da Sacramento. Cuevas, qui sopra gioca bene, ma ha età e qualche problema. Non credo che l’americano possa avere problemi. Vedremo.
Appena sotto, si trova l’eterno incompiuto Dimitrov. Il bulgaro, vittima di fantasmi per tutta la carriera, è alla ricerca eterna di se stesso, ma dovrebbe approdare al terzo turno. Potrebbe aver paura di un Coric caduto in disgrazia. Può essere. Dimitrov spesso impronosticabile.
Dieghino, nel dominio dei Leviatani onnipotenti, dovrebbe incrociare Dimitrov al terzo. Munar(?). Migliorato, terraiolo ma non solo, non credo possa impensierire l’argentino.
Auger-Aliassime è molto migliorato. Lo abbiamo visto anche nell’ultimo match con Nolevic a Roma. Ha giocato una buona partita, in spinta da fondo. Si è creato buone occasioni. Sta imparando un tennis percentuale che può rendere bene sulla terra. Da tenere in considerazione per questo terzo turno.
Chi vince tra Opelka e Krajinovic lo incrocerà al terzo turno.
Arriviamo al primo italiano. Fognini. Su Fognini si è scritto di tutto e si è detto di tutto. Avrebbe potuto vincere qualcosa in più e magari in 2 o 3 occasioni arrivare quanto meno alla finale di questo torneo. Non sto parlando di vincerlo, ma ci poteva stare una finale a Parigi. Discontinuo, il miglior talento italiano nel gioco di rimbalzo. Non ricordo, a memoria, una facilità di anticipo e ricerca angoli così devastante.
Fognini va preso così come lo si vede. Una sorta di Harlem G.T. ciondolante, spesso vittima del suo stesso talento. Che gli vuoi dire. Non si può nemmeno dire che abbia buttato via il suo talento. E’ andata così. E comunque qualcosa ha vinto. Per un normotipo a mezzo servizio, in una terra di giganti, ha già fatto molto.
Ripeto, sulla terra di Parigi, ci stava almeno una finale. E magari altro 1000 oltre Montecarlo. Siamo fuori tempo massimo. Ma qualcosa può ancora dare.
Deve stare attento al maestro B.Van De Zandschulp che serve bene e ha la visione completa del gioco. Fa pochi gratuiti e ha buone doti di anticipo. Uno dei due arriverà a incrociare Nadal. Che deve stare bene.
Se Nadal si presenta, è perché pensa di poter fare bene. Darà tutto e quindi è quasi certo il terzo turno.
Nel secondo spicchio di tabellone, troviamo il tedesco Zverev. Anche lui traballante dal punto di vista emotivo, poteva già avere 1 o 2 Slam in tasca e, invece, ciclicamente, si perde nel nulla. Tra servizi tirati male, doppi falli e lamentele, sta buttando a mare un discreto talento. A tratti, aveva dato idea di una certa regolarità e continuità, per poi tornare preda di insicurezze e fantasmi. Fino al terzo turno ci arriva, poi si vedrà.
Davidovich Fokina, probabile avversario al terzo turno. Nella stagione terricola un Fokina discreto. Regolare, difficile da battere nei primi turni.
Appena sotto, John ‘Candila’ Isner dovrebbe stringere la mano a Taylor Fritz in un terzo turno tra perticoni americani. Una partita che somiglia a una martellata negli zebedei. Una sorta di orchite recidivante.
Attenzione all’inglese Norrie. Perché qui potrebbe giocare bene. Gioca molto bene e non è scontato. Una discreta testa da tennis. Ovviamente, il suo tennis è un po’ noioso, ma tatticamente buono e i suoi colpi con qualche dote di anticipo rendono. Da non sottovalutare se dovesse issarsi fino al terzo turno.
Contro il russo Khachanov un probabile terzo turno. Thiem potrebbe essere alternativa, ma vedo per l’austriaco un recupero lento e tortuoso. Difficile per giocatori di potenza e ritmo stare fermi per così tanto tempo. Anche dal punto di vista mentale dopo la vittoria inaspettata (per lui) agli US Open, è un po’ crollato. Aveva dato tutto e di colpo si è rotto anche per lo stress psichico. Lo stress nel reggere tutto il circo mediatico dopo quella vittoria. Arrivata in circostanze pazzesche. Arrivata in una finale random, caratterizzata da paure e up and down continui. Da lì un po’ di problemi fino alla rottura del polso.
Stiamo a vedere.
Arriviamo allo spicchio dove Korda dovrebbe incontrare al terzo turno Alcarezza.
Di Alcaraz ne ho parlato qualche settimana fa nell’articolo precedente.(https://www.piacentinicancelleria.it/alcaraz-un-pugno-faccia-alla-vecchia-generazione-tanto-affetto/). Il bilocato tridimensionale – transumano. E’ lui, qui, può mettere paura a tutti. Con Korda, qualche settimana fa, ci ha già perso. Korda che deve ancora calibrare qualche colpo, può diventare una (k)orda al collo per molti. Giocatore talentuoso, deve vincere l’emotività e fare un passo dentro al campo. Su Alcaraz 3 su 5 sappiamo poco. Anche lui dovrà imparare a gestire il tempo, i tempi morti, e dosare le energie che in questo caso sono appunto transumane. Però deve stare attento, la troppa esuberanza, può diventare arma a doppio taglio. Parigi, sarà un primo test per capire fino a dove può arrivare. Ma fa già impressione. Può schiacciare tutti. L’unico che in questo ultimo mese ha dato l’impressione di poterlo gestire è il ‘Goat dei Cervelli’. Si potrebbe dire che, la potenza di Alcaraz, potrebbe essere ammansita da qualche stratagemma – in corso d’opera – di Djokovic; nel 3 su 5. E’ difficile pronosticare una partita così, che non è una finale. Quindi, anche Djokovic, dovrà dosare energie per ipotetica finale. Difficile tutto. Nadal, Alcarezza e poi una finale; è come un Iron Man a 50 gradi sotto il sole.
Quindi Korda – Alcarezza al terzo.

Passiamo ora alla parte bassa del tabellone.
Lo svedese Ruud, una sicurezza a questi livelli, su terra. Fisico da panico e grossi miglioramenti nei due fondamentali e nel servizio. Senza patemi al terzo turno.
Sonego, se gioca come sa e ci mette l’anima dovrebbe riuscire a toccare Ruud al terzo. Sonego, ultimamente, lo si vede a corto di tatticismi. Gioca troppo uguale. Uguale a se stesso. Qualche accorgimento tattico nuovo. La grinta c’è, manca di soluzioni a volte. Se sta attento al primo turno (non facile) può arrivare a sfidare Ruud.

Goffin è un ‘tranquillo’, ma sa giocare molto bene a tennis. Un po’ leggero, l’unica pecca. Ma è una bella testa da tennis. Numero 7 del mondo nel 2017. In un intorno di quell’anno fece 3 quarti di finale nei 3 tornei degli Slam. Vanta un ottavo agli US OPEN e una finale al Masters. Si è rivisto un Goffin a tratti buono. Ha vinto Marrakech e fatto un buon terzo turno a Madrid, dove ha perso di misura da Nadal. Lì, però, le condizioni di altura avvantaggiavano il suo tipo di gioco.
Hurkacz dovrebbe arrivare al terzo turno. Si spera in una buona resistenza di Zeppieri che ha una discreta grinta. Giocatore caldo, proveniente da 3 turni di quali. Quindi, in uscita da una zona difficile. Ci aspettiamo un fuori tutto invasivo e devastante da parte di Zeppieri. Partita chiusa, ma non si sa mai.
Goffin o Tiafoe (attenzione) sopra vs Hurkacz.
Si giunge a un primo turno tra Shapovalov (un perdente di lusso) e Rune. Chi vince qui andrà a incontrare De Minaur o Gaston. De Minaur ha appena fatto la revisione alla Intel, mentre Gaston arriva da un Simposio dove si è discusso di dinamiche invisibili polso-mano e del loro impatto sulla risposta stretta in back di rovescio.
Tornando a Shapovalov, è uno che potrebbe anche vincere un torneo dello Slam, ma è altro che gioca troppo poco in percentuale. Un po’ ciondolante, dà l’impressione di giocare più per il bel tocco che per chiudere e uccidere il gioco. Inutile il più delle volte. Si ha sempre la speranza che qualcosa cambi, ma la vedo dura. Peccato.
Arriviamo a topolino Evans che col suo gioco vario, dovrebbe arrivare a giocarsela con Tsitsipas (autore di una buona stagione su terra – nella parte bassa è uno dei favoriti). Musetti, qui mise in difficoltà Djokovic, ma 3 su 5 per ora non sembra avere gli strumenti per contrastare fisicamente il greco. Ma non è detto. Qualcosa di bello potrebbe venire fuori. Non siamo qui per scovare qualche game o qualche set di tennis bellezza: Musetti, Gaston, Shapovalov etc… Basta quello a ritemprar lo spirito. Il resto è giascro (a.cit). Primo turno che, purtroppo, si rivela sfortunato per il ragazzo di Carrara.
Nello spicchio sotto, Rublev dovrebbe arrivare al terzo turno contro uno fra Paul e Garin. Uno degli spicchi di tabellone più brutti. Beh, c’è il pazzoide Paire che potrebbe farci vedere due cinema in bianco nero e qualche sprazzo di bel tennis, piombato e murato da qualche accesso alla psicosi.
Non voglio mettere pressione, ma è il tabellone della vita – questo – per Sinner. Ce ne saranno altri, ma non così. Sicuro terzo turno, con Basilashvili. Sinner è in fase di studio, ma tra i giovani è quello più coriaceo in rapporto all’età. Solo 20 anni è un fenomeno che sta provando a mettere in discussione alcuni automatismi che lo danneggiavano. Non è questione di stravolgere nulla, e noi rimaniamo fiduciosi che si trovi una soluzione giusta. Senza snaturare nulla. Bravo, mi è piaciuta anche la reazione nel primo set a Roma contro Tsitsipas. Forse la strada è quella giusta.
Penultimo spicchio.
Qui, il burocrate onnipotente Carreno è nel suo habitat naturale, per frantumare resistenze, per aggredire con sicumera incrollabile fino a Cilic. Cilic ormai va e viene. Son più le volte che va via che quelle dove rimane sul pezzo. Ma a questi livelli dovrebbe arrivare al ginepraio burocratico fatto di salite e brutti scherzi. Fatto di facce legnose, traiettorie velenose e effetti che tagliano le gambe. Poveri noi.
Ultimo Spicchio. C’è un Medvedev che pare sbattersene le palle della terra rossa. Che è in fase riabilitativa. E che pare avere poca pazienza sulla terra. 3 su 5 rischia un embolo. Poi, non è detto nulla, ma la vedo grigia di questi tempi. Arriverà al terzo turno contro Mio-Miao Kec-man (auto cit.). Un giocatore tosto Mio-Miao. Uno che a furia di corsi serali e secchi lacrime-sangue, propone un tennis solido fatto di punizioni improvvise e frustate laceranti. Pericoloso Mio – Miao . Anche perché è seguito dalla Nalba Argentina. Un talento immane la Nalba. Tra una frustata e una sarabonza, in mezzo, la Nalba, ci ha inserito 2 tecnicismi che potrebbero generare sorprese.
Riepilogando il terzo turno:
[1]N. Djokovic vs [31] J. Brooksby (P. Cuevas)
[18] G. Dimitrov vs [15] D. Schwartzman
[9] F. Auger Aliassime vs [17] R. Opelka (F. Krajinovic)
F. Fognini o [26] B. Van De Zandschulp vs [5] R. Nadal
[3] A. Zverev vs [26] A. Davidovich Fokina
[23] J. Isner vs [13] F. Taylor
[10] C. Norrie vs [21] K. Khachanov o (D. Thiem)
[27] S. Korda vs [6] C. Alcaraz
[8] C. Ruud vs [32] L. Sonego
D. Goffin o ([24] F. Tiafoe) vs [12] H. Hurkacz
[14] D. Shapovalov vs [19] De Minaur o (Gaston H.)
[29] D. Evans vs [4] S. Tsitsipas
[7] A. Rublev vs Garin o [30] T. Paul
[22] N. Basilashvili vs [11] J. Sinner
[16] P. Carreno Busta vs [20] M. Cilic
[28] M. Kecmanovic vs [2] D. Medvedev

Buon tennis a tutti. A risentirci per gli ottavi di finale.

Piacentini G.

Postato il 21-5-2022 alle 16,00

Ps complimenti a Martina Trevisan, perché non molla una palla e può essere un esempio per tutti quelli che si avvicinano al tennis. Una lottatrice instancabile.

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