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Wimbledon: il fato se ne infischia delle probabilità e la fortuna conduce in porto più di una nave senza pilota.

Possiamo osservare i passi attraverso i quali il presente avanza per cercare di prevedere che cosa succederà nel seguito. Finché il futuro non diventa passato, non ne saremo mai certi. Qualcosa può sempre interferire e sconvolgere le nostre previsioni. Una volta che il futuro è diventato passato, è facile guardare indietro e osservare le strade che hanno condotto a esso.
Questa è la base dell’errore del giudizio retrospettivo, o hindsight bias.
Le persone mediamente e istintivamente sono portate a cercare la regolarità, a individuare schemi logici ripetitivi.
Prima dell’inizio del torneo ho cercato di dare indicazioni sui possibili ottavi. Riguardando ieri sera gli ottavi reali ne ho presi 12 su 16, una percentuale del 75% (che è altissima). Pronosticare prima dell’inizio di un torneo come Wimbledon, senza vedere neanche una partita, è parecchio ostico. Ci sono match finiti al quinto set e girati su due palline, dove il favorito ha rischiato di lasciare Londra. Più che sul gioco, io punto la mia previsione sul tipo di psicologia del giocatore, sulle pressioni che può avere in quel particolare contesto. E’ importante anche capire l’adattamento all’erba dei singoli.
Poi, alle volte, ci si fa prendere dalle simpatie senza guardare che, per esempio, Tsitsipas (i bookmakers lo davano 1,11 vs 6,50 – sbagliavano, non c’era quella differenza) contro Tiafoe non era così favorito. Allergico all’erba e, forse, come dicevo, non ha ancora risolto la brutta parentesi Parigina. Roba che fa male davvero. Va così. Per un aspetto emotivo si tende a mandare avanti il giocatore che ci piace vedere per il tennis che esprime. Succede con Musetti (era dura arrivare agli ottavi), che lo si dia favorito contro Hurkacz quando poi, il polacco, serve dal Paradiso e non c’è nulla da fare. Era prevedibile, ma si commette l’errore emotivo. Musetti avrà tempo per rifarsi.
Un poeta greco scrisse tanti anni fa un brano su un adagio di Filostrato :”gli Dei percepiscono le cose future, le persone normali le cose presenti, ma i saggi percepiscono le cose che stanno per accadere”. E così il poeta scrive: ” nella loro intensa meditazione vengono raggiunti dal suono nascosto delle cose che si avvicinano, e ascoltano con reverenza mentre sulla strada la gente non ode nulla”. Oggi ci sono troppe informazioni martellanti e troppo rumore. Meglio il silenzio.
Nel silenzio del centrale a Wimbledon, possiamo, ad esempio, ammirare la risposta di Federer con Norrie nel quarto set. Serve Norrie da sinistra uno slice esterno. Federer prepara la risposta con uno split step, il blocco della figura, la presa a metà tra una Continental e una Eastern, il polso bionico in lock, il piatto corde che forma due angoli a 90° con la terra e la pallina che esce dal piatto pulita, tagliando l’aria e finendo vincente in lungolinea distante metri da Norrie.
Colpo irreale. Lì, avrebbero dovuto interrompere il match e sedersi con Norrie per studiare a video il colpo di Federer, e le dinamiche degli eventi che forzano le leggi fisiche. Su quell’impatto, la nike dovrebbe fare dei Poster da appendere in tutte le scuole tennis.

Questa mattina, googlavo, “Djokovic” su google. Poi, “ Djokovic e la preparazione atletica”, “ Djokovic e il pubblico”. Esce un articolo che attira la mia attenzione, dove cercano un perché al fatto che Djokovic sia meno amato rispetto a Nadal e Federer. Vicino altro articolo sulla partita di Kudla e Djokovic, dove si parla di pubblico inglese che faceva il tifo per Kudla. Si parla di dichiarazioni fatte in passato da Djokovic, del modo di porsi in alcune circostanze da parte del Serbo. Che sia meno amato nel panorama tennistico mondiale, lo dicono i numeri.
Non ci interessa indagare le questioni per cui non sia il più simpatico, ma mi è venuto in mente che per molte persone che simpatizzano per Federer e Nadal (o tifano i due), vedere Djokovic agganciare i due a 20 Slam e portarlo a ¾ di Slam è un’ipotesi che arriva ad abbassare financo le difese immunitarie. 🙂

Così, l’obiettivo di questo pezzo, oggi, sarà quello di indagare chi potrebbe generare la sorpresa e fermare il Serbo. Meno pronostici secchi, ma un’indagine puntata a capire chi, dalla parte bassa del tabellone può arrivare in finale ed eventualmente generare una sorpresa. Scriverò terzo pezzo prima della finale per vedere se verrà avallato il ‘principio di improbabilità’ per questo Wimbledon.

Senza alimentare polemiche inutili, la realtà ci mostra che Djokovic ha avuto la fortuna di avere un tabellone insignificante. Parte alta imbarazzante. Lo posizioniamo già in Finale. A un match dai ¾.
Le varie premesse che ho fatto, potrebbero portare a pensare che non è così.
Beh, ripeto, nulla è certo, tantomeno questo Wimbledon dove Djokovic potrebbe avere pressioni. La strada libera spesso è arma a doppio taglio. Pare troppo prevedere che questo Djokovic non arrivi all’atto finale. Pare troppo.
La scala di Borel delle probabilità “ trascurabilmente basse” ci dice quando dovremmo considerare un evento tanto impobabile da trattarlo come se fosse, a tutti gli effetti, impossibile.
Per il principio di improbabilità, eventi altamente improbabili, improbabili persino come indica Borel nella sua scala, si verificano di continuo.

Insomma, li sopra Djokovic può fermarsi prima della finale per eventi non controllabili da lui. Infortuni o cadute. Il campo è un po’ pericoloso quest’anno. Dopodiché altra variabile da considerare è il nervosismo che prende il Serbo in alcuni frangenti. Quindi il suo nemico principale è qualche evento interno che lo porta a perdere il controllo. Difficile.

Comunque, visto il percorso e i possibili avversari è abbastanza prevedibile che vada in finale.
Vedo Shapovalov e Korda un po’ emotivi. Forti, ma ancora emotivi a tratti. Rublev un martellatore che la mette sull’intensità continua, ma sembra un tipo di gioco che piace a Djokovic. Si adatta, si appoggia e lo fa giocare male. Sono tutti giocatori discreti, ma forse non ancora pronti per tenere alta intensità, tenuta mentale, gioco nel 3 su 5 contro il Serbo. Alcuni di questi hanno il gioco, ma manca la continuità 3 su 5.

Quindi, chi affiancherà Djokovic in finale?

Nella parte bassa del tabellone, pare difficile capire chi tra Berrettini, Zverev, Medvedev e Federer possa affiancare il serbo.
L’albo d’oro del torneo ci mostra, senza uno schema logico, che, alle volte, succede qualcosa. Cash, Stich, Krajicek ce lo confermano.
Berrettini nei primi 3 turni ha lasciato gli stessi set che lasciò nel 1987 Pat Cash ai suoi avversari. Non ha la fascia a scacchi bianco e nera ricamata da mamma Cash, Berettini. Ha tanto servizio e poca volée rispetto a Cash. Oggi non serve più volleare senza tregua. Oggi vince chi serve con continuità e mette pressione coi colpi da fondo. La volée diventa al massimo benedizione o il corollario di una tranvata col dritto. Importante anche rispondere al momento giusto con la concentrazione che converge anche su un solo game. Capire il momento. Dosare le energie.

Reggere il contesto dei Campionati. Reggere il contesto e la finale con uno dei 3. Perché le finali con uno al di fuori dei 3 è altra storia. Prendiamo ad esempio Cilic vs Nishikori Us Open 2014. Cilic vinse 3 set a 0 senza storia. Lì, nel 2014, Cilic fece capolavoro in semifinale rullando Federer 3 set a 0. Tre anni dopo, nella Finale di Wimbledon 2017, Cilic rimase paralizzato e non giocò la finale contro Federer, per ansia situazionale e a nastro esistenziale. Finì 3 set a 0. Questo per dire che affrontare Federer (o Djoko, Nadal) in finale è diverso da farlo in una semifinale. E poi, a Wimbledon, Federer gioca nel suo giardino di casa.

Hurkacz risulta pericoloso per Medvedev, e Berrettini non sottovaluti nemmeno Ivashka. Nessuno va sottovalutato. E Hurkacz che arriva in finale e forza ogni previsione (??) 🙂
Giocano bene tutti lì sotto. Zverev è migliorato e maturato tantissimo. Gestisce meglio i down, serve bene e ha due fondamentali sicuri. Stringe bene con i colpi incrociati. E’ giocatore più completo.
Se dividiamo in due la parte di tabellone sotto, pare che il possibile quarto tra Berrettini e Zverev, pesi di più di un possibile quarto Federer vs Medvedev. Pare così, a sensazione, che i due sopra faranno meno fatica ad arrivare ai quarti rispetto ai due sotto. Sensazioni.
Federer è favorito. C’è il fattore ‘caga’ tutto psicologico. Sonego si attiverà da subito? Anche se andrà sotto di uno o due set per tensione, saprà risalire e sfruttare le poche occasioni che, ad esempio, Norrie ha buttato via. In questo sembra più agile di Norrie, Sonego. Come si presenterà Federer. Avrà passaggi a vuoto? Finirà oltre il quarto?
Anche il Medvedev visto nelle ultime uscite non sembra il miglior Medvedev e, nemmeno adattissimo all’erba. Tira ste cucchiaiate ingobbito dal fondo. Tutte piatte e profonde, certo è proprio un talento dalle brutte maniere. Serve come una macchina sparapalle che calibra l’angolo e fa saltare dei birilli. Però è pesante e, se prende ritmo, inizia a sbagliare poco e si fa macchinario da impresa manifatturiera. Di contro, Hurkacz gioca bene, e la quota oltre i 6 è ingiustificata. Come Tsitsipas e Tiafoe.

Fatta questa breve analisi, chi esce dal quarto di Berrettini vs Zverev, probabile finalista con Djokovic.

Scriverò altro pezzo prima della finale per analizzare come andrà a finire.

Buon proseguimento e buon tennis a tutti.

Piacentini G,

Postato alle 16,00 del 4-7-2021

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